VINITALY PER TUTTI MA NON DA TUTTI #VINITALY16 parte 1

VERONA, VINITALY …POSSIBILITÀ DI CAMBIARE ATTEGGIAMENTO

Il Vinitaly è un momento atteso da tutti gli appassionati di vino che come noi di saperedivino.it aspettano di incontrare produttori di tutt’italia per assaggiare e riassaggiare nuove annate di vini memorabili, magari conosciuti anni prima. Un viaggio tra le innumerevoli ettichette, eccellenze neonate e santoni memorabili aspettano con malcelata trepidazione nuovi clienti e sempre più compratori internazionali.
Che cos’è Vinitaly? è un’oocasione da cogliere per tre soggetti: produttori, venditori e compratori.
Non sintetizziamo troppo, correremo il rischio di rendere tutto freddo e asciutto.
Vinitaly è più sanguigno di quanto si creda e se è vero che come si dice che il vino fa buon sangue, in questa Fiera il nettare degli dei cela sempre grandi occasioni di vita.
È sempre bello, tra una degustazione e l’altra scontrarsi con la passione dei vignaioli, aimè, sempre meno presenti a Vinitaly.
La speranza, in questo 49esimo Vinitaly, è quella di ripercorrere linee enologiche passate, riscovarle in quei bicchieri che l’anno prima ci avevano fatto battere il cuore, per aver riconferme o come talvolta accade nette bocciature di qualità.
Il Vinitaly anno dopo anno è conferma di efficienza e precisione.
Non ci va di allinearci ai più che in ogni edizione non fanno altro che trovare difetti e malfunzionamenti che pur ci sono e andrebbero sistemati nell’organizzazione dell’evento.
A Verona non è facile mettere daccordo cosi tante esigenze, richieste, tensioni.
A nostro parere l’ente Verona Fiere nel tempo è stata in grado di incasellare fallimenti e punti critici portando la manifestazione ad una precisione direi più che soddisfacente. Ha permersso di constatare un aumento di qualità nei servizi, consci del fatto che il lavoro svolto è stato complesso e che c’è ancora molto da fare.
Quest’anno ci/vi poniamo tre semplici domande, le nostre risposte, forse, non serviranno a cambiare le cose, che tra l’altro stanno gia cambiando ma aiuteranno forse la gente a meglio comprendere il motivo per cui si recheranno al Vinitaly anche quest’anno.

PERCHÈ I BIGLIETTI COSTANO COSI TANTO?

Fateci esser un po maldestri e scontrosi per una volta, se per scremare quella “bellagentedelvino” che entra in fiera con l’intenzione di far tappa regione per regione come in un Bar di paese, bevendo a gollo tutto ciò che incontrano, beh allora il biglietto non solo dovrebbe e potrebbe costare il doppio ma dovrebbe esser venduto solo sotto richiesta come accade gia oggi con gli accrediti stampa, azione quasi necessaria per coloro che non rispettano se stessi e gli altri in una manifestazione stupenda come Vinitaly.
Piccola ma disgustosa descrizione di cio che spesso accade: gia alle 12:00 certa gente bivacca sdraiata al sole con la panza all’aria, ragazzi dalla dubbia inclinazione enologica che vomitano uno sull’altro come fiori pieni d’acqua dopo una forte pioggia.
Insomma queste son cose che nel 2017 ma penso anche molto tempo prima, dovrebbero cessare, non diminuire ma esser eliminate, esser punite con severità, coloro che vogliono ben godere del viaggio tra un’ettichetta e l’altra hanno tutto il diritto di farlo in un ambiente elegante e superbo come è Vinitaly.

A COSA SERVE IL VINITALY?

Come mai si organizzano le fiere di settore? A cosa serve radunare in un unico luogo produttori di marmo, allevatori di cavalli o come nel nostro caso produttori di vino?
Indubbiamente il consumatore medio deve esser ben’accolto ma siamo sicuri che sia proprio il Vinitlay il luogo giusto per tutti i generi di consumatori di vino? A colui che durante l’anno beve vino solo perchè il vino è alcolico o perchè il vino è status simbol di certi abbinamenti, cosa centra con una manifestazione lungimirante ed “economizzante” come Vinitaly?
Creare categoria non è una soluzione ammissibile per un mercato come quello del vino in costante aumento ma sensibilizzare i degustatori, gli appassionati e le persone è oltremodo doveroso.
Nel caso si richieda l’accredito stampa come giornalista o blogger un modulo severo e preciso viene richiesto.
Vero che le migliaia di persone che entrano al Vinitly pagando il loro costoso biglietto ne hanno tutto il diritto ma un controllo tramite carta d’identità o la soluzione dell’acquisto solo tramite piattaforma online potrebbe aiutare a gestire la situazione in modo, forse piu severo e preciso. Chiaramente queste son solo idee frettolose e buttate su un foglio digitale, forse le fiere di settore dovrebbero essere il momento di incontro tra vino e passione, tra produttori e venditori, tra cantine e persone che del vino ne fanno un motivo di interesse tutto l’anno e non un luogo in cui bere, ottimi vini ma in modo fine a se stesso e come si dice spesso banalizzando senza scopi di lucro.

PERCHÈ “MARIO ROSSI” DEVE ANDARE AL VINITALY?

È molto bello vedere durante la visita ad un produttore i suoi occhi quando uno sconosciuto, fermatosi ad assaggiare una sua ettichetta, con lo sguardo pieno di convinzione per l’assaggio appena conclusosi, gli porge i complimenti. Questo tipo di bevitore attento rientra nella categoria della persone che dovrebbero riempire il Vintaly.
Non serve bere a gollo il bicchiere per sapere cosa si sta degustando, un piccolo sorso, un passaggio in bocca che può prevedere anche l’ingestione dello stesso, un segno su un’agenda, un’annotazione delle logiche del produttore, una stretta di mano e un sonoro : ” Bravi!!!Andate avanti cosi, dove trovo i vostri vini in provicnia di XY?”
Per rispondere alla domanda:Un semplice appassionato deve andare al Vinitaly?, certo che DEVE andare, il Mondo del vino non è composto solo da buyers internazionali, enologi, sommelier e grandi esperti ma da gente comune, appassionata, che vive di profumi, colori, espressioni territoriali e pieghe che solo il vino gli sa donare.
È grazie ai consumatori attenti che il vino italiano e non può avere un futuro; tutto passa dalla sensibilizzazione di quest’ultimo. Il consumatore medio di vino deve obbligatoriamente rendersi conto di esser di fronte ad un prodotto frutto del lavoro, del sudore, dell’impegno e della devozione di molte persone che si celano dietro un grappolo d’uva o una barrique.

Andrea Pilu

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