TENUTA ASINARA: dove il Vino nasce dal Mare

Siamo in una terra dove i Romani hanno iniziato a coltivare la vite ancor prima che si scoprisse l’importanza del fare vino.
In Sardegna, nella costa occidentale, in località Marritza vicino a Sorso, dove i venti di maestrale e quelli di tramontana si inseguono in una corsa eterna, i territori prendono il nome di Romangia e si affacciano sul golfo dell’Asinara.
Roberto Sassu, imprenditore di successo, viene descritto come ambizioso, capace, con una buona dose di autoctona testardaggine sarda, è l’uomo da cui ha preso piede questo sogno: Tenuta Asinara.
vingeti tenuta asinaraQuali luoghi migliori per noi di Saperedivino per incontrare chi il “sapere-di-vino” l’ha incontrato per davvero…
Si, perché qui il Maestro Giacomo Tachis è stato chiamato per mettere a dimora i circa venti ettari di vigneto che disegnano questa Tenuta.
Il saliscendi delle colline morbide, mai ripide, stacca il paesaggio dal mare alla terra e qui vengono coltivate uve autoctone come il Vermentino di Sardegna e il Cannonau, insieme ad uvaggi internazionali come il Syrah, il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e il Merlot.
La Tenuta Asinara unisce la tradizione contadina sarda con la voglia di produrre vini sempre più moderni, utilizzando acciaio e legno in un abile connubio e portando alla luce versioni sempre più interessanti dei vini sardi.
Un grazie a Luisa Teatini che ci ha accolti e, con simpatia e professionalità, ci ha guidati alla scoperta di questa splendida realtà in un contesto più che bucolico: una tavola rotonda che dai vigneti conduceva lo sguardo, prima sulle sensuali coste del golfo, poi a perdersi verso l’orizzonte…
I primi vini assaggiati sono i due “Martinotti”: il Birbante bianco e rosato, prodotti utilizzando le uve del diradamento del Vermentino e del Cannonau che porteranno poi alla nascita dell’Indolente bianco e dell’Indolente rosso.
8Il Vermentino è un vino molto profumato e, nel passaggio da Charmat a vino fermo, i profumi si evolvono passando da un “sparkling” fresco e beverino, quasi istintivamente mediterraneo, ad uno più complesso dove i profumi della macchia mediterranea lasciano il giusto spazio ad una mineralità di cui i terreni della Romangia sono caratterizzati.
Il vino che ci ha saputo stupire su tutti è l’Indolente Rosso, il Cannonau in purezza dell’azienda, vinificato esclusivamente in acciaio.
In questo vino sono esaltati i profumi primari, i più leggeri e morbidi che escono e si palesano come carattere distintivo e innovativo.
L’Indolente Rosso è uno dei primi Cannonau che abbiamo assaggiato che, pur avendo una gradazione alcolica importante (15%vol.), lascia la beva leggera: mai troppo austera e complicata, donandoci un prodotto dall’indiscutibile pregio.
Bevendo il vino di un’azienda si ha anche la possibilità, se attenti, di conoscere il carattere di chi l’ha ideato. Arriviamo infatti a provare i due viniinternazionali” della Tenuta Asinara, voluti da Sassu in collaborazione con Tachis.
Da uve Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, nasce Herculis: un taglio bordolese “classico” che ha delle caratteristiche decisamente piaciose; è un vino buono e con un corpo elegante, un carattere sofisticato e nobile grazie alle uve Cabernet che gli donano forza e spessore.
7Noi di Saperedivino non siamo grandi amanti dei vini italiani prodotti da uve internazionali ma bisogna riconoscere come, soprattutto il Cabernet, in Sardegna assuma note e caratteri molto interessanti e spesso più complesse.
Da una sapiente osservazione critica dell’Herculis è nato poi “Hassan”: il vino che secondo noi evolve il precedente, ancorandosi ancor più alla Terra da cui proviene.
Vino prodotto con uve Cannonau, Cabernet Sauvignon, Merlot e piccole percentuali di Syrah, in esso risiede maggior fiducia da parte nostra, proprio per l’interessante matrimonio tra il Cannonau e le uve “straniere”.
Insieme danno vita ad un vino con un’anima, una vena pulsante che parte in modo diretto dalla caparbietà dell’Isola da cui nasce.
La Tenuta Asinara è un’azienda che non solo produce vini Buoni ma, seppur molto giovane, è stata in grado di condensare buone dosi di territorialità e tradizione sarda con spiccate capacità di intraprendenza.
L’invito che vi facciamo, caldamente, è non solo di provare i loro vini ma di andare a visitare i vigneti, camminare tra i filari, solo cosi conoscerete una piccola parte di Sardegna che ancora ignoravate esistesse.

Andrea e Federico

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