Enio Ottaviani: un sorso di Rock & Roll

Emilia – Romagna non basta una parola, non ne bastano due!

Regione che da tutto a chi passa e, forse, toglie tutto a chi resta, la campagna e l’industria che si unisce alla cultura.
Se dappertutto si dialoga, si discute e si litiga nei tribunali in Emilia – Romagna lo si fa in cucina al massimo a tavola.
Siamo nella terra dove persino il maiale diventa sacro e imprescindibile, terra di pianure, colline, strade e mare spesso una sola strada o una piccola ferrovia separa tutto questo dal resto del Mondo.
Qua a tavola si litiga, si parla, si racconta, si studia quello che si mangia.
Emilia e Romagna tanto vicino quanto lontane, tanto simili quanto diametralmente opposte, emiliani e romagnoli, tante cose e tutte diverse.
Un trattino separa le due grandi umanità e forse proprio in quel trattino c’è la differenza di fare e di vedere le cose.
Contraddzioni, tante cose che contrastano e convivono che poi però si uniscono in una regione per la quale un nome solo non basterebbe.
La Romagna, terra senza confini, luoghi tracciati dalle colline che iniziano sui monti e terminano nel mare dove la Via Emilia è la vena pulsante che unisce l’Italia intera.
La Romagna è un posto dove ti senti bene!
Un’azienda produttrice di vini autentici, Enio Ottaviani, di San Clemente di Rimini, colline strappate all’industria, alle balere e alle piadine.
Ho conosciuto le persone che stanno facendo grande questa cantina, persone autentiche, vere, colorate e saporite.
Mi scuserete se nello scrivere questo breve articolo sarò pieno di retorica e buonismo ma parlando di Romagna e delle persone che la disegnano, cosi tanto bene, mi riesce difficile fare diversamente.
Enio Ottaviani è azienda spontanea, non made in italy ma born in italy come dice Massimo Lorenzi, il “man with bag” dell’azienda.
C’era una volta un uomo, Enio, oggi invece sono due Massimo e Dado, uno a spasso per il Mondo a conquistare mercati, l’altro che ha nella vigna il suo habitat naturale, respira facendo fotosintesi e conosce per nome le vasche e le botti dalle quali nascono i vini. Ogni vino una sensazione, una canzone che può aiutare coloro che vogliono incontrare quest’azienda a capire l’intimo che si cela dietro alle meravigliose etichette.

STRATI PAGADEBIT Romagna D.O.P.

In Romagna il Bombino bianco, vitigno molto diffuso in Puglia, viene definito Pagadebit o Straccia Cambiale. Secondo la cultura popolare, il pagadebit è uva generosa che aiutava gli agricoltori a recuperare gli investimenti. Supernatural Supersrious, il recupero di un’uva antica, solidale che ancora oggi regala grandi soddisfazioni degustative. Colore giallo scrico con riflessi verdastri è caratterizzato da profumi molto semplici di paglia e frutti a pasta bianca come la pesca. In bocca è caratterizzato da una grande acidità che ben accomapagna le note di frutta con un finale leggermente amarognolo che lo rende vino acuto e piacevolmente beverino.

 

MADA CHARDONNAY I.G.P. RUBICONE

Lo Chardonnay è un’uva che viene coltivata in tutto il Mondo ma solo in alcune zone assume davvero senso. Famose le colline della Borgogna o le zone alpine dell’Alto Adige. Per Enio Ottaviani non ci sono stati problemi nel produrre uno Chardonnay fine, elegante, allo stesso tempo di corpo ma mai troppo burroso. Mada è un vino molto elegante adatto ai piatti di pesce più esigenti, un vino da bere in smoking nel locale più esclusivo cosi come con i piedi ammollo sulla riviera romagnola.

 

 

CLEMENTE PRIMO Bianco Rubicone I.G.P.

Pagadebit, Sauvignon, Riesling

Il vino tra i bianchi che ci ha lasciati a bocca aperta! Le tre uve concorrono a regalare il loro carattere ad un vino altamente versatile, dotato di altissima qualità organolettica ed espressiva. Clemente Primo ha in se i profumi rapidi e golosi del pagadebit, il taglio fortemente idrocarburico del riesling e la frutta gialla dello chardonnay. L’influenza del mare diretta con i suoi venti salmastri e con la forte insolazione estiva lo rende un vino spiccatamente mediterraneo, sapido e capace di stupire chiunque.

 

928 Rosso Rubicone I.G.P.

Come già detto quando incontrato, questo 928, anche se sembra un azzardo, potrebbe assomigliare ad un Tignanello di Romagna (Cabernet Sauvignon e Sangiovese) emoziona parecchio. Vino color porpora intenso, potente in tutte le sue espressioni, fine ed elegante come un moderno James Bond, dinamico e “rolling” nella nostra bocca come una pietra scalciata.

 

 

Merlot Rubicone I.G.P.

Merlot in purezza, uva strana da trovare in Romagna, dei rossi di Ottaviani è quello che in apparenza sembra ancora troppo giovane e sgallettato. In bocca lo senti stiracchiarsi con i suoi sapori erbacei, “pirazinici” che sanno stuzzicare le papille gustative con irriverenza e giovinezza. La sua nota di merito è la combinazione di corpo e complessità di cui è dotato che lo eleva a vino importante, indicato a coloro che amano quest’uva perchè come dicono i The Darkness ” L’amore è solo un sentimento”.

 

 

CACIARA Sangiovese Superiore Romagna D.O.P.

Sangiovese 100%, tra i rossi il vino che ci ha stupito più di tutti! Caciara ha nel suo abito e nel suo corpo fine ed armonioso la sua arma vincente. Un vino capace, con la sottile nota aromatica di colpire al cuore di chi lo beve. Forse vino semplice, pragmatico e diretto ma che racchiude un’enologia, quella romagnola, in forte ascesa qualitativa. Una grande canzone degli AC/DC dice tradotta in italiano : ” …il suono dei tamburi che battono nel mio cuore il tuono delle pistole mi ha lacerato tu sei stato fulminato, Thunder!!!”. Un vino che folgora!!!

 

 

Andrea Pilu

 

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