Vini San Gregorio: il sapore dei Colli Senesi

La Toscana è la terra d’elezione del Sangiovese, un’uva antica che è stata precursore dell’intera viticoltura italiana.
Questa varietà è mutevole, e se ne conoscono diverse espressioni che nel coniugarsi in vino hanno creato diverse zone geografiche San Gregorio d’elezione.
In Toscana conosciamo il Sangiovese Grosso, che poi ha portato al Prugnolo Gentile e il Brunello, mentre in Emilia Romagna e nella zona di Scansano, in Toscana, troviamo il Sangiovese Piccolo. L’evoluzione di questa varietà autoctona toscana la si deve al suo carattere eccellente, va d’accordo con tutti ed è un’uva che accostata ai vitigni più disparati è capace di dare vita a vini dall’impatto sensoriale unico.
La pragmaticità del Sangiovese ha permesso, in Toscana, di abbinarlo ad uve internazionali come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, e con vitigni autoctoni come il Colorino ed il Canaiolo.
Quando accostata ad altre uve si esprime in modo signorile e garbato, cedendo spesso il passo alle altre varietà per quanto concerne l’impatto sensoriale.San Gregorio
Il Sangiovese però rimane la vera guida per attraversare il Paradiso dantesco della Toscana: le sue evoluzioni nei vari territori hanno portato all’identificazione di numerose D.O.C. Quella caratteristica dei vini che vi presenteremo è la D.O.C.G. Chianti Colli Senesi che comprende i territori che da Montalcino e Montepulciano vanno verso Monteriggioni e San Gimignano.
L’azienda si chiama San Gregorio, come spesso accade in Italia, questa realtà vede le sue origini perdersi nel tempo…
Durante gli anni la coltivazione di uve Sangiovese, Colorino, Canaiolo, Malvasia e Grechetto, ha aiutato l’azienda nella lenta ma costante crescita evolutiva che, a partire dalla metà degli anni ’50, ha consacrato questo terroir.
Siamo sulle colline di Chiusi, in provincia di Siena, qui il terreno dona uve forti, caratterizzate da una vena San Gregoriocaparbia, netta.
Il primo vino assaggiato della San Gregorio è il CHIANTI COLLI SENESI D.O.C.G. prodotto col 90% di Sangiovese e il 10% di Colorino e Canaiolo, nella sua versione più giovane e diretta, annata 2014.
Sebbene si sia trattata di un’estate incredibilmente sfortunata per la maturazione delle uve italiane, questo Chianti manifesta un colore rubino scuro ed intenso grazie alla percentuale di Colorino che contribuisce ad aumentare la carica antocianica.
I profumi molto varietali sono ancora istintivi, vivaci, quasi fossero incoscienti.
Il buon corpo di questo vino porta ad apprezzarlo per le note erbacee ben bilanciate. Il fruttato risulta leggero e l’acidità tipica del Sangiovese rende la beva abbastanza scorrevole.
Un buon prodotto, in cui l’annata si riesce a ritrovare con tutti i suoi pro e contro, rendendolo fresco e vivace. L’annata 2013 dello stesso risulta più rotonda, avvolgente e più complessa lasciando comunque intravedere ancora ampi margini di affinamento, come il Sangiovese per dna predilige. Il secondo vino della San Gregorio è stata una vera sorpresa: un Canaiolo in purezza.San Gregorio
Spesso utilizzata come uva da taglio, in questa sua espressione ci ha fatto conoscere il suo vero carattere.
Il Colorino ha un bel rosso rubino intenso, brillante, con profumi erbacei decisamente marcati e non dissimili dalle uve Cabernet.
In bocca risulta abbastanza ruvido e robusto, con un’acidità leggermente più rotonda rispetto ad un Sangiovese ed un comparto aromatico che vira su note speziate di pepe e tabacco.
Un vino decisamente interessante e da riscoprire, un’uva che vale la pena sperimentare.
La San Gregorio ha dimostrato di saper proporre dei prodotti interessanti, fortemente legati al territorio d’elezione, sono sinceri, spesso audaci ma con voglia di raccontare di se.
La valorizzazione del territorio è stata condotta in modo totalmente espressivo, con prodotti varietali in cui l’uso dell’acciaio ha lasciato il ed evoluzioni troppo complesse.
Un tentativo ben riuscito alla San Gregorio dove vinificare in purezza il Canaiolo, un’uva antica si è trasformato da una sfida ad un risultato degno di nota capace di raccontare segreti legati al territorio toscano, di indiscutibile bellezza.

 

Andrea e Federico

 

 

 

 

 

 

 

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