Potatura della vite: un’Arte per la Vita

Cosa significa potare? Quest’antica pratica, legata grosso modo a tutte le piante da frutto e non, si perde nella notte dei tempi e grazie a questa pratica l’uomo è riuscito nell’intento di addomesticare le piante.
Tagliare e accudire quelle piante che nel loro ciclo biologico ci donano un frutto assume ancora più importanza tanto quanto la ricerca di prodotti di alta qualità.
potatura della vitePensando alla viticoltura, la potatura della vite ha un’incidenza enorme sul risultato ultimo, il vino: è soprattutto dalle scelta fatte durante il “pruning moment” che otterremo uve capaci di produrre vini di alta qualità.
La vite è una pianta che esprime il massimo vigore durante i mesi estivi, periodo in cui si procede quasi sempre alla potatura verde, che consiste nella sfogliatura e nella riduzione della portata in grappoli.
La pratica della potatura verde è di vitale importanza anche se spesso per scelte legate ad un’agricoltura pseudo etica che lascia il “libero arbitrio” alle piante, si ritiene la pianta stessa auto sufficiente, non intervenendo, erroneamente.
Le potature estive risultano utili per fare in modo che i grappoli possano arricchirsi il più possibile di tutti quegli elementi che concorreranno ad ottenere vini di alta qualità: antociani, zuccheri, acidi, tannini ecc..
Per ottenere il meglio da una pianta durante il periodo produttivo ci si adopera durante il riposo vegetativo invernale per selezionare un numero limitato di tralci, decidendo così la carica di gemme quindi di grappoli.
La potatura della vite inizia nei mesi freddi, tendenzialmente invernali (da novembre, gennaio e febbraio) momento in cui la linfa della vite è “ferma”.
Durante il periodo di potatura, solitamente durante il periodo di allevamento della barbatella, ovvero quando la pianta è nei primi tre anni di vita, diverse sono le forme di allevamento che possiamo sfruttare a seconda dei risultati che vogliamo ottenere, tra queste le più utilizzate sono:

  •  IL CORDONE SPERONATO (singolo o doppio)
  •  IL CORDONE LIBERO
  • IL GUYOT
  • LA DOPPIA CORTINA o (GDC)
  • LE VARIE FORME DI PERGOLA
  • L’ALBERELLO
  • IL SYLVOZ
  • IL CASARSA
  • IL DOPPIO CAPOVOLTO…

Qualsiasi decisione si prenda, la tecnica della potatura della vite si basa su un principio di base.
Dobbiamo riconoscere sulla pianta il PASSATO, il PRESENTE e il FUTURO: legno vecchio, il legno nuovo (appena formato) ed il legno futuro che si dovrà formare a partire dalle gemme ibernanti presenti sul legno nuovo.
Dobbiamo comprendere che la vite come qualsiasi altra pianta ha nella spotatura della viteuberificazione uno dei segni più visibili del suo invecchiamento.
Da quest’ultima constatazione ne deriva la sua costituzione:un tronco, molto suberificato dove ogni anno il legno si rinnova e invecchia, un legno nuovo rappresentato dai tralci che ogni anno nascono dalle gemme pronte.
Ed infine, sempre su questi, troviamo le gemme ibernanti, che a meno di traumi della pianta, non daranno vita a tralci nell’anno (presente) ma lo faranno l’anno successivo (futuro).
Si identificano quindi passato (legno vecchio in continuo ispessimento),  presente (legno nuovo, portatore delle gemme pronte e quindi dei tralci che daranno i grappoli) e futuro, che sarà il legno che otterremo previa potatura l’anno successivo.

Durante la potatura quindi procederemo cosi:

  • TAGLIO DEL PASSATO: consiste nell’eliminare il capo a frutto cioè il tralcio di 2 anni che porta su di se i tralci dell’anno.
  • TAGLIO DEL PRESENTE: consiste nel raccorciare il numero di gemme desiderato sul tralcio scelto che diventerà il capo a frutto per l’anno successivo.
  • TAGLIO DEL FUTURO: consiste nello “speronare” a 2 gemme il tralcio sorto dalla gemma posizionata più in basso sullo sperone lasciato l’anno precedente allo scopo di garantire il rinnovo della vegetazione.

A seconda della scelta del viticoltore possiamo lasciare tralci lunghi o corti e parleremo cosi di potatura corta o lunga.
La potatura corta si attua in sistemi di allevamento come il cordone speronato, la doppia cortina ( GDC) e il cordone potatura della vitelibero, consiste nel lasciare sul cordone degli speroni brevi porzioni di tralcio di 2-3 gemme.
Questo tipo di potatura si attua solo sul vitigni caratterizzati da buona fertilità delle gemme basali ovvero le più prossime all’innesto del ramo sullo sperone.
La potatura della vite (lunga) si attua nelle forme di allevamento quali il guyot, le pergole, il sylvoz, il casarsa e il doppio capovolto.
E’ una forma di potatura obbligata per quelle specie che presentano scarsa fertilità delle gemme basali, infatti vengono lasciate sul tralcio da 8 a 15 gemme.
Durante la pratica di potatura della vite un concetto scientifico da tenere sempre presente è quello su cui si basa la Teoria dei preparatori d’uva Simonit & Sirch secondo cui le piante vano potate in rispetto dell’andamento linfatico, sui tralci nuovi, di un anno (più facilitati nel processo di cicatrizzazione) rispettando cosi il più possibile la forma e l’assetto fisiologico della piante.
Meno traumi creiamo al soggetto potato più sarà facile che questo perduri nel tempo con un invecchiamento lento e una possibilità minore che vengano diagnosticate malattie dei vasi linfatici o del legno stesso, mantenendo nel tempo la vitalità della pianta stessa.

Andrea e Federico

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