GOLOSARIA 2015

Golosaria, Milano.
Anche quest’anno il “Club di Papillon” di Paolo Massobrio e Marco Gatti, ha saputo attirare “golosi” da tutto il Mondo.
Ogni autunno, Golosaria è la possibilità di incontrare le eccellenze enogastronomiche del Nostro Paese.
Le aziende che si riuniscono a Golosaria sono capaci ogni volta di esprimere il Territorio italiano, dando modo ai degustatori più esperti ed appassionati di incontrare Realtà meravigliose.
Il Golosaria di Saperedivino è stato vocato al vino, come da copione, di seguito vogliamo raccontarvi le Cantine che ci hanno stupito.

  • FINA (Marsala – Trapani – Sicilia)

IMG_8076La cantina Fina è un’azienda giovane ma coi suoi vini sta tentando di imporre la cultura del vino siciliano. Raccontare di quest’azienda in poche riga è riduttivo motivo, per cui parleremo del vino più semplice, elegante e fine che ci ha stupito su tutti: il TAIF. Vino prodotto con uve Zibibbo 100% vinificato secco.
Un esempio palese di come da uve spiccatamente aromatiche si possa ottenere un prodotto, non solo interessante, ma degno di accompagnare la gastronomia con ampio respiro.

 

  • PALTRINIERI (Cristo di Sorbara – Modena – EmiliaRomagna)

FullSizeRenderAzienda che tiene viva la tradizione del lavoro nei campi, nei vigneti. Qui Alberto Paltrinieri con l’aiuto della moglie Barbara e del resto della famiglia, tra i fiumi Secchia e Panaro produce Lambruschi con l’intento unico ed inconfondibile di esaltare quello di SORBARA.
Producono molte tipologie di questo vino tra cui alcuni in blend con il Lambrusco Salamino.
Il risultato oltre ad un’autentica esaltazione territoriale attorno a Sorbara è la produzione di vini interessantissimi, su tutti il GROSSO, un metodo classico ottenuto da Lambrusco di Sorbara in purezza, squisito, complesso ed innovativo.

  • CARPINETO ( Toscana)

IMG_8065Carpineto è un’azienda molto grande, non per questo il lavoro in vigna ed in cantina risulta standardizzato anzi una buonissima differenziazione dei vini ha fatto in modo di poter respirare le diverse inclinazioni e vocazioni del sangiovese e delle diverse uve lavorate da quest’azienda.
Dal Chianti Classico D.O.C.G. al Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. ai vini di Maremma D.O.C. fino al Brunello di Montalcino D.O.C.G. Carpineto propone qualità.
L’intento è quello di concedere i propri vini ad un pubblico sempre più giovane e attento. Il vino che ci ha stupito, insieme a tanti altri è il più umile, il più giovane: il DOGAJOLO rosso, un sapiente blend di Sangiovese e Cabernet Sauvignon.

 

  • SILVIO NARDI (Montalcino – Siena -Toscana)

IMG_8069In provincia di Siena, la tenuta ”Silvio Nardi” produce Brunello da moltissimi anni. Decisamente morbido e piacevole, dal gusto elegante e non troppo austero, questo Brunello annata 2010 si è rivelato di una “bevibilità” sbalorditiva con un corpo morbido e profumi complessi senza mai esser troppo duro e amletico.

 

  • ROCCO DI CARPENETO (Carpeneto – Alessandria – Piemonte)

FullSizeRenderfghjIn Piemonte, in provincia di Alessandria, l’azienda Rocco di Carpeneto a conduzione biologica ci porta alla scoperta di una denominazione particolare: il Dolcetto di Ovada DOCG, un vino dal gusto affascinante. Interessanti le varianti di Barbera affinati in acciaio ed anfora.
Meravigliosa espressione di un vino legato al territorio che in questi ultimi anni anche grazie a questi produttori sta emergendo dando alla luce vini di spessore e pregio.

  • TRAVAGLINI (Gattinara – Cuneo – Piemonte)

IMG_8071In Piemonte, fra colline e colline di vigneti avvolti dalla fredda nebbia del Nord, andiamo alla scoperta del “Gattinara”, una variante del Nebbiolo che riesce a proporre una versione elegante e raffinata di quest’uva.
L’azienda “Travaglini” lavora attentamente e molto bene, con i suoi vini rappresenta in modo esaltante questa denominazione con un susseguirsi di bottiglie dall’eleganza unica, dal Gattinara “base” D.O.C.G. fino al “Il Sogno” Gattinara di punta dell’azienda di spessore, importanza e complessità.

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  • CASCINA GUIDO BERTA (San Marzano Oliveto – Asti – Piemonte)

L’azienda è costituita da otto ettari completamente coltivati a vigneto, di cui sei coltivati a Barbera, dai quali si producono Barbera d’Asti Superiore DOC e Barbera d’Asti Superiore Nizza DOC.
Il vino che ci ha entusiasmato particolarmente è “Canto di Luna” il prodotto di punta dell’azienda che è da solo simbolo e massima espressione della Barbera coltivata nei vigneti di quest’angolo di Piemonte.

  • BRIC CENCIURIO (Barolo – Piemonte) RIZIERI (Diano d’Alba – Piemonte)

IMG_8078Nelle Langhe, dove i vigneti si tingono di regale, le aziende Bric Cenciurio e Rizieri ci hanno fatto assaporare un Barolo di sublime e indiscutibile raffinatezza, con un corpo importante e una morbidezza e complessità da vero Re.
Padrone indiscutibile delle colline dell’Alta Langa, il Barolo trova una meravigliosa coniugazione in questi due produttori che ci hanno ben impressionato nei loro Barolo, caratteristiche comuni sono la complessità aromatica e il corpo profondo e suadente.
Cenciurio ha nel “Costa di Rose” D.O.C.G. un prodotto di spicco della propria Cantina mentre Rizieri nel suo Barolo costudisce tutta la tradizione del fare Barolo in maniera impeccabile.

  • TENUTA SANTA CATERINA (Grazzano Badoglio -Piemonte)

IMG_8079Per spingersi alla ricerca di un autoctono Piemontese antico ma dal carattere spesso incompreso, ci facciamo conquistare dall’incredibile Grignolino della “Tenuta Santa Caterina” qui abbiamo assaggiato anche uno Chardonnay Sauvignon affinati in legno dalla setosità sensuale ed un Barbera che ha seguito un affinamento particolare, tre anni in tre barrique sempre più vecchie ed “esauste”.
Il prodotto che tra tutti ci entusiasma da sempre è il loro Grignolino, dal colore entusiasmante e il bouquet sensoriale di indiscutibile pregio.

 

  • CORTE ARCHI (Marano Valpolicella – Verona) COLLINA DEI CILIEGI (Grezzana – Verona)

IMG_8067Nella nota e storica Valpolicella, troviamole due aziende che più ci hanno emozionato in Valpolicella. L’azienda “Corte Archi” con un Amarone decisamente ben fatto e succulento: le due versioni Classico e Superiore sono diverse fra loro per aromi ed intensità ma entrambe davvero di alto livello. La Collina dei Ciliegi con un Amarone di grande livello che ben coniuga tutte le emozioni più vere nascoste dentro un bicchiere di amarone, profumi di marasca netti e suadenti con note speziate delicate con un finale di cuio e tabacco leggero.

  • BORGO SAN DANIELE (Cormòns – Gorizia)

1L’azienda “Borgo San Daniele” di Cormons è una vecchia conoscenza e non potevamo non passare a scoprire qualcosa di più: degustando la loro linea di bianchi veniamo calati in una meravigliosa verticale di bontà e maestria viticola friulana.
Sul finale l’Arbis Blanc si rivela un prodotto di indubbio valore. L’uso sapiente del legno dona morbidezza e sentori molto variegati a questo blend di Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco e Friulano.

  • BIONDELLI (Franciacorta – Brescia – Lombardia)

IMG_8055Biondelli a Bornato di Cazzago San Martino, in pochi anni con mani sapienti è riuscito a trasformare un “semplice” Franciacorta in un prodotto di spicco, dall’elevata qualità sensoriale e dal sicuro impatto enologico. Su tutti si distingue per classe, eleganza e carattere suadente il Satèn che racconta della cura nei dettaglia dell’azienda.

 

  • FOLINI (Chiuro – Sondrio) e VINI DEI GIOP (Villa di Tirano – Sondrio)

vin dei giop e foliniQueste due aziende “amiche” sono situate in Valtellina dove entrambe sono state capaci di coniugare lo sforzo viticolo di coltivare il Nebbiolo, qui Chiavennasca, su pendii e vigneti di montagna. Lo sforzo si può ritrovare nella qualità dei vini prodotti da entrambe le aziende, le caratteristiche e i bouquet sensoriali variano al variare dei terreni.
Dal Valtellina rosso allo Sforzato i vini sono riusltati caldi e corposi, caratterizzati da una base acida piuttosto marcata, il Valtellina Superiore su tutti è riusltato un prodotto dal buon compromesso fra copro e morbidezza per entrambe le aziende.

 

  • LA CROTTA DE TANTEUN e MARIETTA

IMG_8057Azienda molto giovane condotta da Federico Marcoz che ci ha raccontato dello sforzo di recuperare vigneti di famiglia e vini “dimenticati”. La Crotta de Tanteum e Marietta ci ha conquistato con la schiettezza dei propri vini che non sono mai risultati austeri, impegnativi ma solo ben fatti. Dal Pinto Grigio e Muscat ci hanno proposto due bianchi profumati, complessi e freschi. Nota a margine va fatta alle bellissime etichette che distinguono la vena giovane ed imprenditoriale della Cantina.

 

Andrea e Federico

 

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