DIO CE NE SCAMPI E LIBERI…

Anche la Pasqua è passata, e con essa ci lasciamo alle spalle anche tutti pranzi infiniti e le cene libidinose, le lasagne, il capretto al forno, il casatiello, la pastiera, la colomba e potremmo andare avanti per un bel po’.
Pietanze figlie di una tradizione che in questo periodo siamo soliti gustare senza preoccuparci troppo della bilancia.
ScampiCon l’estate alle porte iniziamo a sentire la voglia di freschezza e leggerezza per i nostri pasti, senza rinunciare mai al gusto e alla digeribilità del piatto: così il mare, con i suoi prodotti abbinati a frutta e verdura di stagione, può essere fonte di piatti fenomenali con queste caratteristiche.
Un paio di scampi freschi direttamente dalla Sicilia, una manciata di pomodori datterino, basilico in dosi generose e un lime possono essere la base per un piatto estivo da gustare in riva al mare con un ottimo calice di bollicine e una donna al vostro fianco.
La prima impressione è quella di un piatto troppo semplice, già mangiato chissà dove.
Ma non esistono piatti semplici e non esiste mai un piatto uguale all’altro. Ogni mano lascia la sua impronta. Essa è unica, si esprime nella cura per i piccoli dettagli e nell’amore messo in un piatto, a sua volta reso unico.
La prima caratteristica di questo piatto è la cottura: delicata senza prolungare inutilmente i tempi. Mi spiego meglio. Tutti i passaggi sono effettuati con una fiamma “dolce” per un tempo strettamente necessario a ciò che stiamo cucinando, in modo tale da preservare le caratteristiche di freschezza di tutti gli ingredienti utilizzati.
Sfruttando le parti acquose del pomodoro, del carapace degli scampi e dell’acqua di cottura della pasta otteniamo un sugo cremoso e delicato.Scampi
Altro aspetto interessante è l’utilizzo dello scampo. Il carapace viene rosolato con aglio in camicia, meno invasivo, basilico e prezzemolo che donano una nota fresca d’estate.
Un minuto prima di spegnere il fuoco aggiungiamo anche i pomodorini che resteranno appena scottati, non proprio cotti.
E le code degli scampi? Non me le sono dimenticate, tranquilli. Infatti, dopo aver messo l’acqua a bollire e prima di aver fatto qualsiasi altro passaggio, bisogna prendersi cura delle code. Eliminato il carapace, si pulisce la coda dagli escrementi e la si mette a marinare in frigo con basilico, lime, olio evo, sale Maldon e una grattata di pepe.
Scolato lo spaghetto lo saltiamo con il sugo ottenuto dai carapaci, eliminati in precedenza, e aggiungiamo le code crude. Qualche salto in padella a fiamma spenta e serviamo decorando con una foglia di basilico.
Il risultato ottenuto sta nel mezzo tra crudo e cotto, solletica il palato e non pesa sullo stomaco. Invitante, goloso, profumatissimo, ma soprattutto delicato.
Devo dire che, dopo l’assaggio, la voglia di gustarselo in riva al mare è ancora più grande.
Semplice, tradizionale ma non troppo, capace di lasciarti il palato pulito e fresco.
Un consiglio: assaggiate con cautela perché causa dipendenza.

Matteo Senatore

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