Colline di Sopra: dove la Passione si trasforma in Vino

La Toscana è una regione che ha bisogno di ben poche presentazioni e che forse da qualche anno ha raggiunto un’inevitabile saturazione, portando sul mercato realtà più o meno interessanti.
I caratteri distintivi che portano alla qualità sono la passione del viticoltore, l’amore, la ricerca della qualità e la dedizione ad un lavoro tanto nobile quanto complesso.
Ed è qui che nasce questa piccola realtà: dalla passione di una donna per la vite ed il vino.
La giovane azienda “Colline di Sopra” viene fondata nel 2006, quando Luisa Silvestrini decide di lasciare il suo lavoro di architetto, a Pavia, per trasferirsi in Toscana.
Seguendo l’istinto e la loro visione, Laura e il marito Paolo Zucco, si sono cimentati in questo progetto con la giusta passione e personale intuitività: dopo vari studi ampelografici, hanno scelto il terreno e le vDSC_0029 copia_Fotor_Collageiti da impiantare.
Sono 5 gli ettari complessivi in cui sono state messe a dimora diversa varietà come: Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Syrah, Petit Verdot e Moscato.
Tra i vitigni internazionali ormai “tipici” della costa toscana, hanno trovato spazio in perfetta antitesi il toscano Sangiovese ed il piemontese Moscato, quasi a voler ribadire l’incontro perfetto fra queste due terre.
Questo meraviglioso angolo della Maremma si trova nella D.O.C. Montescudaio (PI) sulle colline della Val di Cecina, dove un microclima ideale “coccola” le vigne situate a circa 150 m s.l.m. (www.collinedisopra.com).
Questa collocazione concede alla viti di sentire l’influenza del mare da una parte, e della terra dall’altra che donano unicità e tipicità ai vini.
La viticoltura è certificata a biologico e ben si sposa con la moderna e bella cantina interamente progettata da Laura, che non ha saputo resistere alla sua indole di architetto per dare il giusto “tocco” all’edificio.
La cantina è studiata per integrarsi ed armonizzarsi alla perfezione con la natura ed il territorio circostante: punta all’eco-sostenibilità e ad un basso impatto ambientale così da non prevaricare mai sulla Natura.
Per quanto riguarda il processo di vinificazione si è scelto di impiegare un processo produttivo per caduta, limitando al massimo l’uso di pompe garantendo una migliore integrità (minor manipolazione) di uve e mosto.
I vini prodotti da Colline di Sopra sono sei: Eola, Larà, Ramanto, Sopra, Luis ed il Tredici, proposto in anteprima quest’anno al Vinitaly.
Abbiamo avuto il piacere di degustare tre prodotti:

  • Tredici: Moscato bianco secco, con vinificazione e affinamento in acciaio.
  • Eola: Merlot, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah con vinificazione e affinamento in acciaio.
  • Larà: Merlot e Syrah con vinificazione e affinamento in acciaio.

pickerimage(2)Il Tredici è il primo (ed unico per ora) bianco secco prodotto dall’azienda. Questo vino si può considerare a tutti gli effetti un prototipo nato dalla combinazione fra le condizioni atmosferiche (che hanno influito sulla maturazione dell’uva) e l’intuizione dell’enologo.
Si presenta di un giallo dorato finissimo con netti riflessi verdognoli. Le uve sono state raccolte in anticipo a causa delle condizioni climatiche poco favorevoli che non hanno permesso la sovra maturazione sulla pianta per la produzione del passito.
Al naso si percepisce subito il profumo aromatico tipico dell’uva Moscato: è diretto, l’intensità dei profumi è la sua caratteristica migliore. Esame olfattivo abbastanza complesso dove le note di albicocca preponderanti lasciano uscire leggeri profumi di cedro, di fiori bianchi e di macchia mediterranea.
In bocca risulta di medio corpo, abbastanza complesso, con una buona mineralità e sapidità che lo rendono un vino piuttosto fresco, abbastanza persistente ritroviamo le note di albicocca disidratata e miele con un finale mandorlato molto interessante.
È un vino che incuriosisce molto, in bocca non risulta troppo aromatico grazie alla sua mineralità e ad un’acidità ottima che lo rendono ottimamente equilibrato.

pickerimage(1)Eola è un vino risultato da un blend di quattro uve che concorrono con le loro caratteristiche tecnologiche a dare un vino interessante ed in evoluzione.
È di un di un bel rosso rubino limpido ed intenso grazie alla presenza del Syrah. Al naso prevalgono le note varietali tipiche del Cabernet che in un vino ancora giovane lasciano spazio all’erbaceo e alla nota varietale del peperone verde. In bocca è piacevolmente fresco grazie ad una buona acidità. Caratterizzato da note di frutti di bosco come lampone e mora presenta tannini ancora abbastanza ruvidi e verdi che accostati alle note erbacee varietali del Cabernet ne fanno un vino da maturare e affinare in bottiglia per meglio strutturarsi e “arrotondarsi”.
Bevuto giovane è un vino beverino e con una buona persistenza, le note minerali donategli dal terreno aiutano a berlo senza troppo impegno: è un vino molto diretto.

pickerimageLarà ha un bel rosso rubino scuro, terso con riflessi porpora, qui il blend tra Merlot e Syrah ne fa un vino molto carico di antociani dal colore maggiormente concentrato.
Al naso è inebriante, avvolgente, con i suoi sentori di mora e prugna accompagnati da lievi note speziate di pepe e leggera grafite.
In bocca è un vino corposo, più caldo rispetto al precedente, anche se è sempre presente una buona acidità che aiuta a non scaldar troppo la bocca. Ottime note minerali che danno nerbo e pregio ad un vino davvero interessante. Al palato si riconferma il naso con un tannino generoso ma molto più vellutato e morbido.
Forse la persistenza è minore in questo vino rispetto agli altri, ma si conferma in ogni caso un vino abbastanza complesso ed avvolgente, con una nota di eleganza e complessità maggiore.

Colline di Sopra in dieci anni ha saputo dare vita ad una realtà enologica molto importante, sfruttando le potenzialità di una terra magnifica e un contesto unico nel suo genere. I vini prodotti sono caratterizzati da pregio e qualità sebbene negli anni siamo sicuri miglioreranno e si evolveranno in prodotti di spicco che ben si allineeranno a quelli di enorme rilievo del panorama enologico toscano.
Andrea e Federico

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