Bottiglie Aperte 2017

Bottiglie Aperte, Milano, 8 e 9 Ottobre, la kermesse milanese del vino è giunta alle sesta edizione.

Siamo in Corso Magenta a Milano, luogo ideale per raccogliere gli sforzi di alcune fra le migliori aziende enologiche italiane. La location è il Palazzo delle Stelline, elegante ed accogliente, all’interno circa 150 aziende, tra piccole da scoprire e grandi già affermate.
Giornalisti, addetti ai lavori ed appassionati del vino in genere hanno potuto riscontrare oltre al crescere continuo della qualità di certi vini italiani anche l’ottima organizzazione dell’evento opera dello staff eccellente di Bottiglie Aperte.

Vi raccontiamo di seguito quali sono le cantine che ci hanno entusiasmato attraverso una breve spiegazione il più oggetiva possibile, invitandovi ad assaggiare questi vini e ovviamente a dirci le vostre impressioni.

ANTICA CASA VINICOLA SCARPA – Nizza Monferrato

Un’azienda che non ha bisogno di presentazioni. Quest’antica casa vinicola occupa di diritto un posto nel nostro cuore, producendo una delle più buone Barbera d’Asti del Piemonte: La Bogliona. Vino stupendo, annata 2011 in commercio da poco, prestigioso come forse solo certi barbareschi riescono a diventare. Se qualcuno mai si chiedesse se la Barbera astigiana sia in grado di invecchiare usi pure quest’etichetta per far delle prove: TOP!


CANTINE VOLPI – Colli Tortonesi

Siamo a Tortona, sui colli ormai divenuti celebri per il Derhona, un tempo Timorasso, uva bianca spettacolare espressiva ed identificativa dei colli tortonesi.
Carlo Volpi, patron della cantina ne parla in questo modo : “ …vitigno storico dei colli tortonesi di spiccata mineralità, struttura, corpo, profumi e intensità“. Ha ragione un grande vino finalmente recuperato ed esaltato. E chi di noi nutrisse ancora dei dubbi sulle Barbera coltivate in questi colli è invitato ad assaggiare questa Barbera Superiore, vino dal colore scuro e terso, grande corpo e una beva estremamente elegante e fine.


PRIME ALTURE – Oltrepo Pavese

Wine Cellar Resort per quest’azienda fiore all’occhiello dell’Oltrepo pavese.
Siamo sulle bellissime colline vicino al paese di Casteggio, cuore pulsante di un Oltrepo che è finalmente cambiato, non è più quel territorio dalle grandi possibilità inespresse.
Oggi possiamo dire senza paura che il leone si è svegliato dal lungo letargo e ben presto farà sentire il suo ruggito. Prime Alture produce vini di alta qualità, due su tutti il Pinot Noir, non distante dai fratelli allevati e vinificati in alto adige e Io per Te il metodo classico dell’azienda composto da Pinot Noir 100% dal perlage e profumi dalle tendenze e i modi da serata di gala.


KETTMEIR – Südtirol  Alto Adige

Cantina storica costruita attorno agli anni ’30 appartenente al gruppo vino Santa Margherita, spalla economica non indifferente. Interessantissima degustatizione quella degli spumanti metodo classico di Kettmeir che propone prodotti di alto spessore sensoriale, mai banali.
Liqueur per gli spumanti composta essenzialmente dal vino base con aggiunta di zucchero. Athesis è composto da Pinot Nero 10%, Pinot Bianco30% e Chardonnay 60% con sosta sui lieviti di circa due anni.
Athesis rosè viene prodotto da uve Pinot Nero con una leggera aggiunta di Chardonnay che lo aiuta ad esser meno graffiante ed estremamente morbido. Prodotto altamente significativo il 1919 Riserva Extra Brut dove circa il 60% di Chardonnay si unisce ad un 40% di Pinot Nero.
Parte delle uve svolgono sia la fermentazione che l’affinamento in legno, caratteristica che regala al vino una croccantezza unica e spiccate note di pasticceria.


KLAUS LENTSCH – Südtirol Alto Adige

Autentica azienda altoatesina ( St.Pauls/Eppan) che si sviluppa su circa 10ha di cui preservano gelosamente il concetto di elettività territoriale che ritroviamo celata gelosamente nell’alta qualità dei lotro vini. Il Goldmuskateller Amperg è insolito. Insiste pochissimo sui soliti caratteri di questo vino che solitamente ci regala profumi e sapori esotici. Qui le note erbacee spinte da una spalla acida notevole accompagnano una sapidità e una vera mineralità ben evidenti.
Ottimo anche il Pinot Nero “base” il Bachgart umile e ben fatto che però spiega molto bene la precisione nella ricerca della qualità estrema di quest’azienda.


OPERA – Trento DOC Val di Cembra

Siamo in Val di Cembra dove la vocazione per la produzione di metodo classico Trento Doc è riconosciuta da decenni. Con quest’azienda siamo al cospetto di una vera OPERA d’Arte. Calma, pazienza, attenzione dei particolari quasi maniacale del proprietario Alfio Garzetti che battezza ogni sua creatura.
In una chiacchierata ci mostra la terra da cui nascono le sue uve ( Chardonnay e Pinot Nero) è per lo più gesso che viene estratto da cave poco distanti in modo massiccio.
Mineralità evidenti nei suoi vini, tutti millesimi, vini per lo più senza dosaggio se non talmente poco da non esser nemmeno percebile. Spuma morbida ben presente con una corona alta e un perlage finissimo ed elegante. Chi non avesse ancora assaggiato questi Trento Doc è pregato di farlo! Complimenti!


LETRARI Trento DOC

Letrari è un’azienda che affonda le proprie radici nella storia del Trento DOC. Prodotti di grande qualità a base Chardonnay e Pinot Nero provenienti dalla Vallagarina e dalla Terra dei Forti lungo le rive del fiume Adige.
La cantina è a Rovereto dove le uve, raccolte ancora interamente a mano, vengono lavorate con una cura sartoriale. Tra le varie tipologie di Trento DOC troviamo la cuvèè Blanche, il Brut, il Brut rosè, il Dosaggio Zero, il Dosaggio Zero Riserva, il 967 Riserva del Fondatore e il Quore Brut Riserva.
Il vino che ci ha maggiormente entusiasmato è però il Brut Riserva, millesimo 2010 che passa circa 36 mesi sui lieviti. Spumante dal colore dorato brillante è caratterizzato da profumi intensi di vaniglia con note più fini di cannella molto complesse, in bocca si passa dalla mela all’agrume con un finale strutturato di spezia.


ROCCHE DEI MANZONI Monforte d’Alba

Azienda costituita da circa 50 ettari famosa per le scelte innovative e coraggiose, vista la mentalità conservatrice di langa. Celebre per il Valentino Zero, metodo classico antico e prezioso, qui si produce una Barbera d’Alba Superiore notevole, il Sorito Mosconi.
Le uve giungono da un vigneto di circa sessant’anni da cui arriva poca uva ma in uno stato di grazia sublime. Il risultato è un vino molto concentrato sia nel colore, rosso intenso con riflessi granati, sia al naso ed in bocca dove risulta pieno, suadente e persistente. Grande è la produzione del Barolo che si differenzia in cinque etichette. Abbiamo provato l’annata 2012 del Barolo Bricco San Pietro Vigna d’la ROUL quello che possiamo affermare esser tra i Baroli prodotti il più austero, apparentemente chiuso, scontroso e in giovinezza anche pungente.


ENIO OTTAVIANI Romagna

La sorpresa più grande di Bottiglie Aperte sono stati Massimo e Dado, uno mette il Sangiovese di Romagna e gira il Mondo e l’altro invece, il Mondo, lo vede passare in cantina, dove fa veri capolavori.
Azienda dinamica, energica, pronta e capace.
Enio Ottaviani viene condotta con maestria ben visibile sin dalle etichette, belle, altamente comunicative e molto POP. Iniziamo con l’assaggio dei bianchi, il primo è STRATI blend di Pagadebit e Bombino Bianco. Un vino semplice ma dal profumo memorabile. Il secondo è il CLEMENTE PRIMO anch’esso un blend di Riesling, Sauvignon e Pagadebit. Vino eccellente, vocato ad un territorio di riviera come la Romagna.

 

Sui rossi siamo rimasti letteralmente basiti da come un’apparente semplicità possa trasformarsi in eleganza, facile complessità e vino intrigante.
Andiamo a ritroso, il 928 scusate l’azzardo è il Tignanello di noi altri, possiamo dire che un simile uvaggio (Sangiovese e Cbernet Sauvignon) tende ad emozionare parecchio. Vino semplice che dopo una lavorazione in vasche di cemento passa solo 3 mesi in barrique.
Troviamo poi il MERLOT, ancora giovane e sgallettato, in bocca lo senti stiracchiarsi con i suoi profumi pirazinici che ti stuzzicano e ti suggeriscono la forte longevità di questo vino.
Vino che su tutti ci ha colpito è il CACIARA il primo Sangiovese dell’azienda che non vede assolutamente il legno ed ha nel suo abito e nel suo corpo fine ed armonioso la sua arma vincente.
Un solo peccato non aver potuto assaggiare il SOLE ROSSO la Riserva del CACIARA ma sicuramente una visita in cantina potrà esser d’aiuto per risolvere questo annoso problema.


LAMOLE DI LAMOLE Chianti Classico

Greve in Chianti, Val di Lamole: il più classico dei CHIANTI CLASSICO classico. Tante ripetizioni per dire che Lamole di Lamole è tra i vini di Toscana più elettivi e legati alla tradizione del Chianti.
I nostri assaggi sono iniziati dal Chianti Classico 2014, vino schietto, sincero e fatto bene. Secondo assaggio il Chianti Classico Etichetta Blu 2014, qui qualche vitigno internazionale come il Cabernet Sauvignon e il Merlot lo rende più internazionale e “facile”. Il terzo assaggio è la Riserva 2013, vino dal corpo più importane già dal colore, intenso con riflessi granata, al naso ed in bocca molto articolato e complesso, tannino ruvido, profondità e potenza.
In fine la Gran Selezione Vigneto di Campolungo 2012, vino dal carattere dirompente, sommo ed importante, fiore all’occhiello della cantina, qui il blend è quello Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Acidità, tannini, alcol e frutto ben bilanciati si sposano con una complessità di note balsamiche, speziate e terrose fortemente legate all’orografia di Lamole.


CASTELLARE DI CASTELLINA Chianti Classico

Azienda che ormai può titolarsi Domini Castellare di Castellina, comprendendo oltre che la storica cantina chiantigiana anche Rocca di Frassinello in Maremma, Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare in Sicilia.
Essendo dei nostalgici ci siamo fermati alla tenuta immersa per circa 80ha nel Chianti Classico, assaggiando anche in questo caso i più classici dei vini dell’enologia toscana.
Nonostante sia divenuto molto commerciale, il Chianti Classico 2016 è sempre un vino che non ha mai perso l’orientamento, giocando su freschezze e sesazioni sempre molto accattivanti.
Il Chianti Classico Riserva Il Poggiale 2014 è vino di tutt’altra levatura, ricchezza di profumi maggiore e sapidità e complessità alla beva, possiamo prendere lui come simbolo di ricerca qualitativa di quest’antica azienda.
Vino sempre sugli scudi di indiscutibile pregio, valore e raffinatezza è I Sodi di San Niccolò 2013, vino prodotto con uve Sangioveto e Malvasia Nera, simbolo dell’azienda è il baluardo indiscusso di “toscanità chiantigiana” in tutto il Mondo.


IL MARRONETO Montalcino

Siamo a Montalcino, le vigne del Marroneto si trovano a nord della collina vicino alle cinta murarie della città. Conduzione a tratti maniacale delle vigne consente l’ottenimento di uve Sangiovese perfette dalle caratteristiche tecnologiche invidiabili.
I vini prodotti ed assaggiati sono tre, il Rosso di Montalcino Ignaccio 2014 di cui abbiamo apprezzato la finezza e l’eleganza, il Brunello di Montalcino Il Marroneto 2012, grande espressività, nonostante sia ancora giovane manifesta quelle che saranno le buone speranze di un ottimo invecchiamento.
In ultimo il “cru” di Brunello di Montalcino, il Madonna delle Grazie 2012, accento indiscusso di precisione e perfezione dell’azienda.


CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA Montalcino

La Tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona si trova a sud est nel comunue di Montalcino, vicino al borgo medioevale di Castelnuovo dell’Abate, vicino all’abbazia di S.Antimo.
Grandi paesaggi si estendono per i circa 220ha dell’azienda di cui solo 53 sono coltivati a vigneti.
Quest’azienda ci ha colpito oltre che per la qualità dei propri vini anche per avere un Rosso di Montalcino derivante da un vigneto singolo, un vero e proprio “cru” destinato al Rosso invece che al Brunello.
Rosso di Montalcino molto buono, succoso con tannini morbidi e ben bilanciati, Brunello importante di grande impatto. Il vino che ci ha maggiormente colpito è il ROSSOFONTE un Rosso di Montalcino di grande vocazione e capacità espressiva. Vino derivante da rese molto basse (60q.li ettaro)  invecchia in botti di rovere di Slavonia da 7.5hl e da 20hl.


 

 

Andrea Pilu

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