Barolo Cannubbio 2005 – Francesco Rinaldi & Figli

La scoperta di un vino è sempre un rituale suggestivo e misterioso, contraddistinto dalle circostanze che si creano attorno a quella particolare bottiglia.
Una serata in enoteca, pochi clienti, un’atmosfera molto rilassata e quasi malanconica.
barolo rinaldi & figliUn’ospite misterioso decide di condividere una bottiglia con i presenti ed una serata normalissima si rivela un’occasione importante.
La sorpresa si chiama Barolo Francesco Rinaldi annata 2005.
Siamo nelle Langhe, sulla collina Cannubi, dove ha inizio questa meravigliosa storia…
Qui il Nebbiolo sovrasta con magnificenza e grazia i territori circostanti, trova dimora in questi terreni consacrati alla viticoltura più regale e maestosa.
La tradizione, qui, viene portata avanti dalla famiglia Rinaldi che, anno dopo anno a partire dagli anni ‘30, con i successivi ampliamenti degli anni ’60, porta in cantina uve che dopo il consueto affinamento in “Rovere di Slavonia” daranno alla luce vini decisamente importantie ed altamente descrittivi.
Questo “Cru” nasce dall’incontro fra i vigneti Cannubi Boschis e Cannubi (Barolo) su una superficie di 2,4 Ha, dopo la vendemmia segue una fermentazione in acciaio o cemento per circa 30 giorni. L’affinamento si svolge in botti di rovere da 20-50 Hl per almeno tre anni, con un successivo periodo di riposo in bottiglia.
Barolo Rinaldi & figliNel bicchiere questo barolo è un “Re” si presenta col consueto abito rosso rubino con riflessi granata, un naso subito prepotente che manifesta il lungo periodo di soggiorno nelle botti di rovere. I profumi vanno dall’etereo, alla viola, ai piccoli frutti rossi con note tostate.
In bocca è caldo e pieno, con un copro importante e ricco di tannini, un vino che fa ancora fatica ad esprimersi: è troppo presto, deve ancora aprirsi, una buona ossigenazione ne rivelerà tutto il suo carattere.
È un Barolo che non bisogna avere fretta di degustare, bisogna dargli il tempo, si “sgranchisce” le gambe dopo esser stato sdraiato per tanto tempo.
Piano piano infatti il “naso” si apre e lascia spazio a profumi più complessi ed avvolgenti con note balsamiche e un tipico sentore di tabacco con un fondo dolciastro.
In bocca il tannino si attenua e, spalleggiato da un corpo austero e da note fruttate, dona una piacevole complessità al vino.
Buona persistenza e, più rimane nel bicchiere, più si sente il bisogno di berlo: è un vino elegante e raffinato ma che non si vuole concedere subito, un Barolo che ha bisogno di altrettanta audacia per essere scoperto sorso dopo sorso.

Federico

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