Barbera d’Alba La Castella – La Fusina

Siamo a Dogliani, in Piemonte, provincia di Cuneo, in una meravigliosa “conca” naturale circondata da lussureggianti vigneti, verdi d’estate e rossi in autunno. Territo spesso sulla bocca di tutti per i grandi Barolo, ma con due uve che spalleggiano fiere accanto al Nebbiolo: il Dolcetto e la Barbera.
Nella frazione Santa Lucia ha sede una piccola realtà: La Fusina. Azienda Agricola con più di 200 anni di storia,  La Fusinadove l’esaltazione di queste tre uve si è trasformata in esaltazione di sapori e profumi.
Circa 18 gli ettari di vigneto di proprietà della famiglia Abbona che Luigi e Massimo conducono con grande capacità e professionalità.
Abbiamo conosciuto La Fusina al Mercato dei Vignaioli Indipendenti del FIVI, dove sin da subito ci ha colpito una voce fuori dal coro: La Barbera d’Alba. Questo vino viene prodotto dalla vigna “la Castella” e, dopo la fermentazione in vasche di acciaio, segue un affinamento in barrique di rovere francese per circa 18 mesi.
Nel bicchiere è vestito per una festa di gala, un abito rosso rubino molto scuro con riflessi porpora che lo rendono terso e impenetrabile.
Al naso le note del legno in cui ha svolto il suo affinamento si vanno via via affievolendo col passare dei minuti lasciando spazio a piacevoli note di frutta matura, dalle more alla ciliegia.
In bocca è caldo ed avvolgente, non ha assolutamente perso la freschezza dettata dall’acidità, carattere disitintivo della Barbera, ma siamo al cospetto di un vino decisamente morbido ed equilibrato dove le note di frutta (marasca e prugna) vengono appena impreziosite da un leggero profumo speziato. La Fusina
I tannini sono morbidi e in equilibrio, capaci di rendere queso vino suadente ed estremamente piacevole, con una beva non troppo complessa ma preziosa.
Una buona persistenza chiude in maniera impeccabile questo asaggio, lasciano la bocca piacevolmente avvolta da sentori speziati, con la voglia di versarsi un altro bicchiere.
“La Castella” de La Fusina è una Barbera ben vestita, vero che l’abito non fa il monaco ma qui siamo di fronte ad un vino di sostanza, con un ottimo rapporto qualità prezzo (circa 9€ a bottiglia).
Un’uva che negli ultimi anni, grazie allo sforzo di alcuni produttori,  sta ritornando a rivestire il ruolo da protagonista che le spetta.
Il Piemonte negli anni a venire non potrà che gioire di questi prodotti che stanno aiutando l’intero compartimento enologico regionale a percorrere l’unica strada rimasta per la viticoltura ed enologia nazionale, quella della qualità senza compromessi.

 

 

Federico

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